Il Ministro della Salute comunica al Presidente della Regione Lombardia le prescrizioni da realizzare entro 4 mesi per riallineare il SSR lombardo al dettato normativo statale

Manifestiamo la soddisfazione di ConnettereSalute: sono infatti numerosissimi i punti di convergenza del dettato del Ministro della Salute con “Le proposte condivise di ConnettereSalute per migliorare il Servizio Sanitario Lombardo”, presentate alle forze politiche bresciane venerdì 11 dicembre scorso. ConnettereSalute da tempo insisteva sui medesimi concetti!

La nota del Ministro Speranza al Presidente della Lombardia Fontana formula indicazioni che discendono da un’approfondita analisi del modello lombardo e dei risultati raggiunti, raccolta nel documento “La riforma del sistema socio sanitario lombardo (legge 23/2015) a cinque anni dall’avvio. Analisi del modello e risultati raggiunti”, prodotto con il supporto dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) in collaborazione con la Regione Lombardia.

Le conclusioni del documento AGENAS (pagine 71-72)

“…si rende necessario porre in atto le seguenti prescrizioni:

  • Istituire i Dipartimenti di Prevenzione, costituiti quali articolazioni delle ASST, con funzioni di governo ed erogazione delle prestazioni per la tutela della salute della popolazione.
  • Istituire i Distretti, costituiti quali articolazioni delle ASST, con funzioni di governo ed erogazione delle prestazioni distrettuali, prevedendo un adeguato coinvolgimento dei sindaci.
  • Istituire i Dipartimenti di Salute Mentale, costituiti quali articolazioni delle ASST, con il compito di gestire la domanda legata alla cura, all’assistenza e alla tutela della salute mentale nell’ambito del territorio di riferimento.
  • Istituire la figura del Direttore di Distretto, selezionato ai sensi della normativa vigente.
  • Assegnare alle ASST l’attuazione degli atti di indirizzo, di pianificazione e di programmazione regionali con le connesse attività di programmazione ed organizzazione dei servizi a livello locale, sulla base della popolazione di riferimento.
  • Attribuire alla Regione la funzione di accreditamento istituzionale delle strutture pubbliche, private e dei professionisti che ne facciano richiesta.
  • Assegnare alla Regione (tramite l’Agenzia di controllo), oppure all’ATS unica, funzioni di vigilanza e controllo degli erogatori privati accreditati di valenza regionale o extraregionale con cui ha stipulato gli Accordi Contrattuali e assegnare alle ASST la funzione di controllo degli erogatori privati accreditati: ospedalieri, ambulatoriali e sociosanitari, con valenza locale, con cui hanno stipulato gli Accordi Contrattuali.”

“… indicazioni che rappresentano un suggerimento migliorativo utile per coadiuvare al nuovo modello organizzativo del Sistema Sociosanitario Lombardo, tra le quali:

  • Costituire un’ATS unica con funzioni tecnico amministrative specialistiche a livello accentrato, con il compito di coordinamento delle ASST e supporto nel miglioramento dei processi tecnico amministrativi e di organizzazione sanitaria e sociosanitaria ed infine con l’incarico tecnico di supporto alla programmazione regionale (valutazione epidemiologica, analisi, dati, informazioni, supporto tecnico per l’adozione di provvedimenti regionali).
  • Assegnare all’ATS unica, o in alternativa alla Regione secondo il modello rappresentato, la negoziazione e la contrattazione con gli erogatori privati di profilo regionale e extraregionale.
  • Assegnare all’ATS unica, o in alternativa alla Regione secondo il modello rappresentato, le attività di controllo sul rispetto degli Accordi Contrattuali con gli erogatori privati accreditati di valenza regionale o extraregionale, ferme restando le attività di controllo sul rispetto degli Accordi Contrattuali con gli erogatori privati accreditati di valenza locale alle ASST.
  • Assegnare alla Regione, oppure all’ATS unica, l’incarico di stipula degli Accordi Contrattuali con gli erogatori privati accreditati per attività di ambito regionale o extraregionale, ed assegnare alle ASST, previa valutazione del fabbisogno locale, l’incarico di stipula degli Accordi Contrattuali con gli erogatori privati accreditati di prestazioni ospedaliere, ambulatoriali e sociosanitarie per attività in ambito locale.
  • Attribuire all’Agenzia di controllo (quale organismo regionale terzo tecnico scientifico) compiti di programmazione, analisi, vigilanza e supervisione dell’attività di controllo svolta sul sistema di erogazione delle prestazioni da parte di aziende pubbliche ed erogatori privati accreditati.
  • Attribuire alla Agenzia di Controllo la competenza all’emanazione di direttive, di analisi sui risultati dell’attività di controllo, di risoluzione delle contestazioni sorte a seguito dei controlli svolti.
  • Valutare la possibilità di ridefinire le dimensioni delle ASST al fine di renderle maggiormente funzionali all’organizzazione dei servizi sanitari della popolazione di riferimento ed efficienti nell’erogazione delle prestazioni ai cittadini.”
Le principali criticità del Sistema Sociosanitario Lombardo
rappresentate nel documento AGENAS(pagine 62-63)

“…A cinque anni dall’introduzione della riforma si possono rilevare le seguenti criticità:

  • La frammentazione dell’impianto di governance porta a uno sfilacciamento della catena del comando e a una risposta non coordinata, da parte degli erogatori del sistema, ai bisogni di salute della popolazione.
  • La dispersione dell’attività di controllo (in capo alle 8 ATS) e l’assenza di un forte presidio centrale di controllo (nonostante l’Agenzia di Controllo regionale) comportano l’emergere di disomogeneità della qualità dell’offerta sul territorio.
  • L’assenza di un solido raccordo organizzativo tra ospedale e territorio comporta fenomeni di inappropriatezza nel percorso di presa in carico, soprattutto dei pazienti più fragili.
  • La separazione delle funzioni di governo da quelle di erogazione (tra ATS e ASST) delle attività territoriali si traduce in un coordinamento delle stesse non pienamente efficace. In effetti, il distretto, tradizionalmente luogo di sintesi tra i bisogni di salute della popolazione di riferimento e l’offerta dei servizi, è un’articolazione delle ATS con compiti di governo e programmazione mentre l’erogazione delle prestazioni distrettuali è affidata alle ASST e ai soggetti erogatori.
  • La separazione delle funzioni dell’attività di prevenzione, con l’attribuzione delle competenze di governo alle ATS e di erogazione alle ASST, ha indebolito questa funzione strategica.
  • La competizione tra ASST ed erogatori privati accreditati (alcuni dei quali con rilevanza nazionale oltre che locale) genera difficoltà nell’assegnazione del budget, nel controllo delle prestazioni erogate, e nel garantire omogeneità nella qualità dei servizi, nonché determina l’esigenza di ricondurre l’offerta privata ad una maggiore funzionalità rispetto alla programmazione regionale, finalizzandola a soddisfare il fabbisogno di assistenza rilevato a seguito di un’analisi della domanda e del livello di soddisfazione della stessa.”

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